Nel cuore di Cava de’ Tirreni, dove i portici del XIV secolo custodiscono attività commerciali e storiche botteghe artigianali, visito l’atelier di Salvatore Sorrentino, artigiano della pelle dal 1998.
E’una mattina di sole che fa seguito all’altrettanto luminosa giornata trascorsa al Magmatica Festival e siccome dove c’è un libro c’è una storia di eccellenze artigianali da scoprire e raccontare, uno zainetto poggiato a terra nella sala colazione della Torretta Bianca dove alloggio mi conduce da Sorrentino. Artigiano e creatore di borse e accessori moda, Salvatore mi accoglie in un ambiente che coniuga tradizione e innovazione in una vasta area espositiva che espone le collezioni del marchio realizzate rigorosamente con pelle conciata al vegetale e prodotte nel territorio di Cava de’ Tirreni. Salvatore mi racconta la sua determinazione nel voler valorizzare la città e omaggiare la Costiera Amalfitana fonte inesauribile di suggestioni e spunti creativi. Dalle fodere dei giubbotti ispirate ai colori di Positano ai dipinti sulle borse con scorci iconici come la Vespa gialla sul corso di Cava. L’artigianalità per Salvatore è cura dei dettagli, è dialogo con i clienti per comprendere esigenze e soddisfare al meglio le richieste, è confronto col suo staff ed è realizzazione di prodotti che durano nel tempo e che il tempo rende unici.
Salvatore il tuo marchio unisce eccellenza artigianale e design moderno, come nasce una creazione?
Osservando le persone, si pensa alle loro esigenze quotidiane e occasionali, la borsa, in particolare, diventa una compagna di viaggio, porta i nostri effetti personali, ci supporta durante gli appuntamenti di lavoro, l’apriamo e chiudiamo continuamente e gli affidiamo oggetti di valore per questo deve essere resistente, pratica e confortevole quindi si pensa a tutte queste cose quando si progetta.
Salvatore, le tue borse e accessori uomo/ donna sono realizzate in pellame di pregio con concia al vegetale, che caratteristiche ha questa concia?
Si compriamo solo pelle conciata al vegetale perché è sostenibile, dura tantissimo tempo e si trasforma continuamente.
Cava de Tirreni e la Costiera sono protagoniste delle tue creazioni, quanto il territorio continua a ispirarti?
Vivo luoghi bellissimi e viaggio molto in più frequento tante persone meravigliose l’ispirazione è continua.
Borse da lavoro, da viaggio e da passeggio, quali sono i modelli più richiesti e iconici?
Il sell out è un puto di forza, i miei prodotti si vendono bene tutti perché il materiale con il
quale vengono fatti va bene sempre, non conosce stagioni e mode, chi sceglie un prodotto fatto in cuoio toscano sa che è per sempre.
Hai clienti italiani e stranieri in cosa differiscono i loro gusti?
Gli stranieri guardono molto alla qualità del prodotto e apprezzano tantissimo il fatto a mano ( la domanda che fanno sempre è: is it handmade?) Gli Italiani, invece, guardano ancora al marchio però notiamo un’inversione di tendenza, infatti, anche loro iniziano a capire che bisogna guardare la qualità del prodotto è quello il vero lusso, personalizzato, poi, è il valore aggiunto.
Le borse dipinte. Come nasce l’idea? Chi realizza il disegno e cosa rappresenta?
Le borse dipinte le facciamo in collaborazione con un’azienda di Scafati, ci siamo conosciuti in fiera a Milano 20 anni fa e da allora abbiamo perfezionato il progetto iniziale portando sulle borse disegni astratti, paesaggi, scorci di borghi e foto usando colori vivaci grazie ai quali i prodotti emozionano chi li acquista.
In quali paesi stranieri è conosciuto o distribuito il marchio?
Come ho detto prima il marchio “Salvatore Sorrentino” è stato registrato nel 2018, se togliamo gli anni del Covid, di fatto è come se fossimo una start up.
Grazie ai nostri punti vendita di Vietri sul Mare, Cava de’ tirreni, Roma e Milano e ai vari corner in diverse località turistiche, i nostri prodotti vengono venduti a gente di tutto il mondo. Grazie alle fiere internazionali,inoltre, Milano Chicago e Tokio, abbiamo acquisito diversi clienti B2B Americani, Europei e Russi quest’ultimi, per ovvi motivi, non li vediamo da qualche anno. In Giappone, invece, abbiamo sottoscritto un contratto di distribuzione e vendita diretta dei nostri prodotti con un’azienda locale la quale si interessa di promuovere il nostro marchio lì.
Fonte: Prisma Riflessi di Cultura










